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13.06.2023

Punto di equilibrio

A livello macro prosegue il lento cammino verso una recessione negli Stati Uniti e in Area Euro e di rientro dell’inflazione, mentre le turbolenze del settore bancario tardano a mostrare i propri effetti sull’economia. In questo contesto, Federal Reserve e Banca Centrale Europea sono ancora lontane da un taglio dei tassi. Restiamo costruttivi sui bond governativi core e prudenti sulle azioni, anche se il giudizio sull’equity giapponese passa a neutrale



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Il clima sui mercati è incerto e gli investitori potrebbero essere condizionati da opportunità e rischi di breve periodo: pertanto, la prima regola è quella di evitare le prese di posizione più decise. Occorre avere pazienza e tenersi lontani dagli estremi, pronti a cambiare passo non appena il vento avrà assunto una direzione chiara.


Restiamo dell'idea che le turbolenze nel settore bancario avranno un impatto sull'economia reale attraverso la contrazione del canale del credito. La portata di questi fenomeni sull'attività economica, però, non dovrebbe essere tale da tradursi in una crisi sistemica.

Stati Uniti e Area Euro dovrebbero attraversare una recessione breve e di lieve entità fra terzo e quarto trimestre, ma nelle ultime settimane sono emersi alcuni rischi al rialzo per questo scenario. Sul fronte dell'inflazione, le pressioni si allentano a livello headline, ma si confermano più vischiose sul fronte core.


In Area Euro, un segnale che induce alla fiducia è stato offerto dai dati sull'inflazione pubblicati fra fine maggio e inizio giugno.


Alla luce di questi sviluppi, riteniamo che la Federal Reserve possa avviare un “mini-ciclo" di due rialzi dei tassi di interesse da 25 punti base ciascuno in estate, mentre bisognerà aspettare il 2024 per assistere a un primo taglio. In Area Euro ci aspettiamo invece che la Banca Centrale Europea prosegua nel percorso di rialzi, fino a raggiungere l'area 3,75% - 4% fra luglio e settembre.


In tale scenario, la nostra view rimane costruttiva sui bond governativi core e prudente sulle azioni; in ambito equity, il giudizio sul Giappone passa da negativo a neutrale, avvicinandosi a quello espresso per la Cina e i mercati emergenti.


Crescita
. Negli Stati Uniti, nonostante l'insorgere di alcuni rischi al rialzo, ci attendiamo un rallentamento: il dato sul PIL del primo trimestre è stato più debole del previsto, trainato innanzitutto dal calo delle scorte, mentre i consumi privati hanno registrato un'accelerazione.


In Area Euro il primo trimestre ha visto una sostanziale stagnazione della crescita, ulteriormente indebolita dai dati bassi sui prestiti a famiglie e imprese e sul calo della liquidità derivante dal rimborso dell'asta del TLTRO III, il programma della BCE per le Operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine. Come negli USA, tuttavia, rileviamo alcuni rischi al rialzo.


Inflazione
. Negli USA le pressioni sui prezzi dovrebbero continuare a diminuire, come indica il deciso calo del tracker dei salari elaborato dalla Fed di Atlanta ad aprile, ma non si tratterà di un processo lineare: l'inflazione sui beni core resta pesantemente condizionata dalla componente delle auto usate, il cui costo ha registrato una forte accelerazione ad aprile, mentre la dinamica dei prezzi del settore residenziale potrebbe registrare ancora qualche sorpresa al rialzo.


In Area Euro, il processo disinflazionistico è meno maturo che negli USA, ma i dati sull'Indice dei prezzi al consumo armonizzato a maggio hanno introdotto alcuni rischi al ribasso. Per il secondo trimestre, ci attendiamo che il trend di discesa dell'inflazione headline possa proseguire, mentre sul fronte core, invece, ci aspettiamo un quadro a due facce: da un lato, le pressioni sui prezzi dei beni dovrebbero raffreddarsi, dall'altro il costo dei servizi dovrebbe continuare a mantenersi vischioso.


In Cina le riaperture post-Covid hanno superato il momento di maggiore slancio e la crescita andrà incontro a un rallentamento. L'inflazione headline prosegue la discesa mentre i prezzi dei servizi continuano a salire, ma questi sviluppi sembrano destinati a non avere ricadute sulle economie straniere.


Banche centrali
. La fase di plateau della Fed potrebbe essere interrotta da un “mini-ciclo" di due rialzi dei tassi da 25 punti base durante l'estate ed è improbabile che assisteremo a un taglio dei tassi prima del 2024. La BCE mantiene una retorica aggressiva e per questo abbiamo spostato il terminal rate da 3,5-3,75% a 3,75-4%. Se i dati sull'economia reale dovessero migliorare, potremmo assistere a un intervento sui tassi anche a settembre. La Banca Popolare cinese resta invece accomodante.


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